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Traumatologia

Questo file riguarda solo la Traumatologia lieve, in quanto la Traumatologia importante, per intendersi delle fratture delle ossa mascellari dopo l’incidente stradale, viene affrontata nei reparti della Chirurgia Maxillo Faciale in ospedale.
Parleremo in questo file pertanto delle lesioni traumatiche dei denti anteriori, casistica frequente nei giovani, per motivi sportivi, accidentali in genere, ma comunque in tutte le età (l’anziano che scivola etc).
I traumi del gruppo incisivo si possono dividere dal punto di vista dell’approccio terapeutico in:
A) Traumi con lesioni coronali con danneggiamento solo della struttura dello smalto, con o senza danneggiamento della polpa dentale.
B) Traumi con lesioni coronali con danneggiamento sia dello smalto che della dentina, per lo più con, ma talora anche senza danneggiamento della polpa dentale.
C) Traumi con lesioni gravi della corona e radicolari sottogengivali /leggermente infraossee (con danneggiamento della polpa dentale)
D) Traumi con perdita del dente intero (sostituibile con un impianto dentale endoosseo, dopo il termine dello sviluppo)
E) Traumi con perdita del dente intero (non sostituibile con un impianto dentale endoosseo, prima del completamento dello sviluppo, ma talora, trattabili con il reimpianto del dente se recuperato integro)

Le lesioni del gruppo D, implicano la estrazione del dente, in quanto non riducibili con interventi di aumento della corona clinica (vedi a Parodontologia).
Le lesioni del gruppo C, sono spesso recuperabili con intervento di aumento della corona clinica (vedi a Parodontologia), o anche con l’aiuto della Ortodonzia, in quanto recuperando la parte non fratturata del dente si potrà successivamente procedere alla ricostruzione della corona con un semplice restauro diretto in composito, o alla confezione di una faccetta / corona in ceramica, nei casi più gravi.
( gruppi A B e C ).
Ricordiamo che nei casi senza apparente compromissione della polpa dentale, questa va verificata negli anni successivi, perché talora la polpa dentale resta vitale ma inizia a “morire” dopo anni.

Gruppo A.

Traumi con lesioni coronali, con danneggiamento solo della struttura dello smalto, con o senza danneggiamento della polpa dentale.

Caso 1.
Il trauma, ha determinato a frattura dello smalto dentale di questo giovane. Dopo avere applicato la diga di gomma, un restauro con resina composita fotopolimerizzabile, restituisce al paziente una ottima estetica. La durata di questo trattamento, può spesso essere di tantissimi anni, fatto salvo la accortezza con la quale viene trattato dal paziente. Una semplice rilucidatura ogni 5 anni può garantire un risultato ottimale a lunga scadenza. In questo caso la mancanza di dolore e sensibilità e l’effettuazione di un Pulp Test, ha evidenziato che la polpa dentale non aveva sofferto, e per il momento non si vedeva l’esigenza di un trattamento endodontico (devitalizzazione)

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Foto sopra: dente fratturato, applicazione della diga per procedere al restauro della porzione mancante, dente restaurato (notare la replicazione delle macchiette bianche).

Caso 2.

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Foto sopra. Il dente da lungo tempo necrotico e fratturato, ha subito un trattamento di sbiancamento, e la ricostruzione delle parte mancante, con resina composita.

Caso 3.

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Foto sopra. Approfittando di alcune scheggiature. Si è provveduto anche ad un ripristino estetico, chiudendo gli spazi e rimodellando le forme.

Gruppo B.

Traumi con lesioni coronali con danneggiamento sia dello smalto che della dentina, per lo più con, ma talora anche senza danneggiamento della polpa dentale.

Caso 1.

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Foto sopra. Giocando a basket…la corona dentale è andata fratturata. E’ rimasta solo la radice del dente, parzialmente distrutta dal lato palatale anche sottogengiva.

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Foto sopra. Dato l’interessamento della polpa dentale, la radice è stata trattata endodonticamente ( devitalizzata), e dentro alla radice dentale è stato cementato un perno d’oro, che sarà il supporto per una corona in ceramica/zirconio.

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Foto sopra. La corona in ceramica.

Caso 2.

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Foto sopra. Il dente 1.1 (incisivo centrale di destra), era fratturato e la polpa dentale compromessa (si evince anche dal colore). Come il caso precedente il dente è stato trattato endodonticamente, ricostruito con resina composita e il tutto è stato inglobato in una restaurazione completa in ceramica su zirconio di tutto il gruppo incisivo.

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Foto sopra. Restaurazione completa in ceramica su zirconio di tutto il gruppo incisivo.

Gruppo C.

Traumi con lesioni gravi della corona e radicolari sottogengivali /leggermente infraossee (con danneggiamento evidente della polpa dentale).

Caso 1. Dente da estrarre?

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Foto sopra. Il giovane paziente arriva allo studio con il dente completamente distrutto sia dal lato vestibolare, che dal lato palatale (anche sottogengiva/sottoosso).

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Foto sopra. Il giovane paziente arriva allo studio con il dente completamente distrutto sia dal lato vestibolare, che dal lato palatale (anche sottogengiva/sottoosso come si vede in questa foto). Come sarà possibile ricostruirlo e incapsularlo con una bella corona ceramica? La risposta nelle prossime foto.

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Foto sopra. Nella stessa seduta si è provveduto, sotto anestesia, a:1) devitalizzare il dente 2) liberare dalla gengiva la parte distrutta sotto gengiva con laser.

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Foto sopra. Nella stessa seduta si è provveduto, sotto anestesia, a: 3) preparare un perno moncone in resina, che sarà poi lavorato dal tecnico per ricavarne un perno in oro.

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Foto sopra. Nella seduta successiva si è provveduto a cementare il perno d’oro, che è profondissimo sottogengiva e infraosseo sul lato palatale, osserviamo, arriva a circa la metà della lunghezza del dente accanto..

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Foto sopra. Estrusione ortodontica. Cementato un dente provvisorio sul perno d’oro, per molti mesi è stata applicata una apparecchiatura ortodontica, per potere lentamente fare uscire la parte rotta della radice, dalla zona infraossea.

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Foto sopra. Dopo 12 mesi circa si evidenzia di quanto sia estrusa la radice dalla compagine ossea e come la punta del perno sia lunga come il dente accanto. Questo consentirà:

1)alla corona di abbracciare il dente e di non forzare solo sul perno, con la possibile conseguente frattura (vedi schemi al capitolo Endodonzia (devitalizzazioni)

2) di avere una lunghezza estetica (e non tozza)

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Foto sopra. Radiografia del dente devitalizzato e del perno d’oro cementato dentro, al giorno della fine dell’estrusione ortodontica.

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Foto sopra. Sorriso finale. Dopo 16 mesi dal giorno dell’incidente il ragazzo ha un sorriso sano. La radice dell’incisivo centrale di destra, prima devitalizzata, poi ricostruita con perno d’oro, successivamente estrusa ortodonticamente dalla base ossea, infine operata per livellare le altezze gengivali/ossee, e concludendo protesizzata con un dente in ceramica, nel 2015, a 10 anni dalla fine cure, è sicuro e stabile. Il dente incisivo centrale di sinistra, restaurato con resina composita, a distanza di 10 anni necessita di un leggero restauro.

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Foto sopra. Radiografia di controllo, 10 anni dopo..

Gruppo E.

Traumi con perdita del dente intero (sostituibile con un impianto dentale endoosseo, dopo il termine dello sviluppo)

Caso 1.

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Foto sopra. Il dente è andato perduto per un trauma che ha comportato anche la perdita dell’osso di sostegno per l’ impianto destinato a supportare il dente in ceramica.

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Foto sopra. L’osso è stato ricostruito, un impianto è stato inserito e dopo 9 mesi una corona in ceramica vi è stata applicata.

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Foto sopra. Il sorriso è stato ripristinato per questa bella ragazza.

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Foto sopra. Dettaglio dell’estetica conseguita grazie alla corona in ceramica su zirconio, supportata da un impianto.